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TRE POESIE, DUE STORIE, UNA VITA

I GIOVANI E L'INSERIMENTO LAVORATIVO

Non sempre l’inserimento lavorativo è cosa facile: oggi a maggior ragione. Che ci si trovi in un campo scientifico o in uno umanistico, i problemi non tardano a presentarsi ad un giovane ex studente. Ascolta due brevi storie, che forse sono una sola, e magari capirai come dalle difficoltà non nascano esclusivamente ostacoli insormontabili, ma anche nuove opportunità.

Questo racconto ha inizio con due giovani amici che intraprendono due diversi percorsi universitari; Matteo il corso di studi in Scienze Forestali e David quello di Filosofia. Dopo il conseguimento della laurea, i due amici si sono posti la stessa domanda: “Ho realmente la possibilità di trovare un impiego inerente ai miei studi?”. Secondo il dipartimento di Scienze Forestali, Matteo avrebbe la possibilità di elaborare progetti di gestione, manutenzione e tutela di zone boschive e di sostenere l’esame per l’abilitazione all’esercizio della libera professione di agronomo. David invece, a dire del suo dipartimento universitario, potrebbe svolgere le mansioni di bibliotecario, filosofo, specialista delle pubbliche relazioni e soprattutto quella di insegnante. Sin dall’inizio degli studi infatti, Matteo avrebbe proprio voluto trovare un impiego nel dipartimento forestale della Provincia di Trento, mentre David ha sempre avuto l’ambizione dell’insegnamento di filosofia. Ma la possibilità offerta dai rispettivi titoli di studio garantisce realmente ai due giovani l’effettiva opportunità di trovare l’impiego sperato? 

Le domande tardano a comparire:

Si presentano al termine dei giochi,

Quando a tutti i giovanili e alti fuochi

Il dubbio ha spento le rosse spire.

Cascate di "forse" estinguono il gioire

Spensierato agli studentelli fiochi,

Lentamente. Certezza patria a pochi,

I più li vedi nell'opposto finire.

"Chi vuol esser lieto, sia!" il primo urla,

"Di doman non c'è certezza!" l'altro fa;

E la corrente scorre in abbondanza.

La fatica dello studio in speranza

Aleggiante muta e il povero Io disfa

O, se fortunato, solo si burla.

Il periodo universitario, quasi totalmente spensierato e intervallato unicamente da fatiche dettate dallo studio, trascorre come un lampo. Molto presto iniziano a presentarsi anche tutte quelle incertezze legate al lavoro: l'intermittente tranquillità da studente si mescola alla vertigine per il futuro. Le possibilità di immettersi nel mondo del lavoro dei nostri protagonisti, avendo essi riposto le loro principali aspettative nel settore pubblico, dipendono dalla partecipazione a concorsi pubblici. Tuttavia, le difficoltà si presentano ancor prima di potervi prender parte. David non potrebbe nemmeno concorrere, poiché per fare questo è necessaria l'abilitazione all'insegnamento. Quest'ultima non è rilasciata insieme al titolo di studi magistrale del suo corso di laurea e la confusa fumosità dell'attuale situazione scolastica rende quasi impossibile poter anche solo capire come si debba procedere per ottenere tale ulteriore titolo, necessario per prendere parte ai concorsi, a loro volta indispensabili per esercitare la professione di insegnate. La situazione di Matteo non è migliore rispetto a quella dell'amico. Pur avendo la possibilità di partecipare agli esami pubblici, è dal periodo della sua laurea (conseguita più di 16 mesi fa) che non gli si sono presentate delle occasioni per potervi prendere parte. Da allora infatti, nessun concorso è stato indetto dal Corpo Forestale dello Stato; anzi, l'ultimo ad essere stato organizzato nella zona risale al febbraio del 2015. Una simile situazione di stallo richiede necessariamente un adattamento, almeno provvisorio, per poter lavorare; i due amici, in un modo o nell'altro, hanno cercato delle soluzioni per non restare con le mani in mano e per guadagnare qualche soldo.

A questo punto i nostri due racconti iniziano a distaccarsi e a prendere strade diametralmente opposte: i due amici hanno caratteri diversi. Matteo, infatti, non sopporta l'idea di essere senza un impiego fisso e impegnativo; invece David è più testardo e focalizzato unicamente sulla prospettiva lavorativa dell'insegnamento. Quest'ultimo, dopo aver presentato e ripresentato delle infruttuose domande di messa a disposizione per supplenze nei vari istituti d'istruzione della zona, occupa il suo tempo aiutando altri ragazzi con i loro impegni scolastici. Nella speranza di una chiamata da parte di una scuola, infatti, egli ha preferito dedicarsi ad un'occupazione saltuaria, ma in linea con il suo sogno lavorativo. Dopo diversi mesi dal conseguimento del titolo in Scienze Filosofiche, nulla ha ancora iniziato a smuoversi e la situazione pare fossilizzata. Al contrario, Matteo non ha perso tempo in inutili attese e, domanda dopo domanda, ha iniziato a compiere i primi passi nel mondo del lavoro. Non avendo la possibilità di concorrere in esami pubblici relativi al proprio percorso universitario, ha dapprima preso in considerazione la principale opportunità inerente ai suoi studi precedenti: la professione di geometra. Tuttavia, i contratti in tale settore non prevedono il percepimento di uno stipendio; questo almeno sino all'iscrizione all'albo. Per giungere a questo traguardo è però necessario compiere due anni di praticantato presso un geometra professionista; dalla cui discrezione dipendono rimborsi per il trasporto ed eventuali simboliche remunerazioni. Anche se Matteo aveva già maturato una certa esperienza in questa mansione durante l'estate dopo la maturità, preferisce optare per un lavoro da operaio offertogli da un'azienda della zona. Gli pare infatti impossibile potersi mantenere con lo "stipendio" da apprendista-geometra. Ha quindi iniziato a lavorare in una fabbrica meccanica; operando a turni in catena di montaggio anche durante i fine settimana. Nemmeno in questo settore i contratti sono particolarmente vantaggiosi, per i neoassunti, infatti, sono rinnovati di mese in mese. Proprio questo aspetto obbliga Matteo a presentarsi quasi ogni domenica sul posto di lavoro. L'incertezza del rinnovo del contratto lo spinge a mettersi costantemente sotto la luce positiva dell'assiduo lavoratore, per poter mantenere la professione. Professione che tuttavia non si è protratta per più di cinque mesi. Essa, infatti, era caratterizzata dal costante sfinimento imposto dai lunghi turni lavorativi (soprattutto notturni) e dalla ripetitiva monotonia delle azioni che non comportava alcuna gratificazione personale. Superato questo periodo relativamente stabile, Matteo torna a trovarsi nella caotica situazione della ricerca di un nuovo lavoro, intervallata da pochi e brevi impieghi momentanei che assumono più che altro l'aspetto di faticosi passatempo.

Continua la corrente a scorrere via,

Trascinando con sé sogni futuri;

Questi fluttuano come foglie in balia,

Sbattono con violenza contro muri.

Sia in scienze forestali o filosofia,

Tempo trascorre prima che maturi

Il tempo, prima che affiori sinfonia:

È difficile lavoro che duri.

Barriere e argini placano le ondate

Dei desideri e delle aspirazioni,

Che tradiscono le amiche fidate.

Le anime, come foglie un po' sbandate,

Affogano sotto grossi barconi.

Per stabilità, addio, oh cose amate!

L'insostenibile situazione di contratti lavorativi della durata di una settimana, accompagnati dal dubbio di un altrettanto breve rinnovo, spinge Matteo a cercare una nuova soluzione. Essa si presenta grazie alla sua famiglia; il padre del nostro protagonista, infatti, è proprietario di una pasticceria. La voglia di fare del figlio e il desiderio di aiutarlo del genitore garantiscono una nuova e feconda possibilità; Matteo inizia a lavorare come aiuto-pasticcere. È così che le nostre storie si avviano verso "una conclusione". Spesso, durante i suoi studi, il ragazzo aveva saltuariamente dato una mano in pasticceria, per guadagnare qualcosa e per dare una mano a suo padre nei momenti più impegnativi. Tuttavia, questa volta, le cose si evolvono in modo diverso. Come nel passato, Matteo ha intrapreso l'impegno perché era necessario un aiuto ulteriore nel negozio di famiglia, ma qualcosa inizia inaspettatamente a nascere. Egli si scopre profondamente appassionato da questa professione e, dopo appena pochi mesi di lavoro, decide di partecipare a vari corsi di formazione professionale che vanno oltre le sue dirette esperienze in laboratorio. Prende parte a corsi sulla lavorazione del cioccolato, sulla preparazione di dolci natalizi, sulla pasticceria mignon e di cake design. Per la terza volta, Matteo sceglie di mettersi a studiare, ma non per trovare un impiego affine con i propri studi come aveva fatto da studente, bensì per apprendere ed affinare un mestiere già sperimentato e sentito come il proprio, come un impegnato lavoratore. Ciò non implica una chiusura a nuove possibilità che potranno presentarsi in futuro; le sue domande e la sua partecipazione a colloqui per le professioni che l'hanno sempre entusiasmato, infatti, non cessano. Tuttavia, tale perseveranza nell'impegno è un importante segno che dovrebbe sempre accompagnare un giovane (e non solo!) alle prese con le sue prime (e non solo!) esperienze di lavoro. Un segno che, seppur in modo diverso, è presente anche nel breve percorso dell'altro nostro protagonista. Infatti, nella testardaggine di David è presente una sfumatura del medesimo impegno. È molto semplice vedere nel suo atteggiamento di fronte al lavoro un generale senso di svogliatezza: egli non si è certamente impegnato come il suo amico nella ricerca di varie professioni. Eppure si è applicato nel migliore dei modi, secondo le sue possibilità, per cercare opportunità di lavoro connesse all'insegnamento e per coltivare varie esperienze che, in un modo o nell'altro, potranno tornargli utili ai fini dell'unica professione che desidera veramente svolgere.

O con impegno si coglie occasione

Scagliando abilmente il sapiente arpione,

O si attende attività con pazienza

Senza al desiderio imporre violenza.

Appostato per la caccia, l'airone

Solo su un pesce concentra l'azione;

Il ragno invece acchiappa con la lenza

Ogni preda, rivelando prudenza.

Di fronte alla vita sono diverse

Le reazioni: placida calma tesa

All'aspirazione o opere disperse

Verso le urgenze. Qualunque sia impresa,

Entrambe nel gran flusso sono immerse

E dall'una e dall'altra vien sorpresa.